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Interventi
 
Di Danilo Ruocco (del 07/02/2010 @ 09:15:48, in Blog, linkato 29 volte)
A volte le vie del marketing si fanno misteriose...
Se, infatti, risulta piuttosto misteriosa la ragione per la quale un Ministero della Repubblica italiana debba patrocinare un panino di una multinazionale, altrettanto misterioso il motivo per il quale, nella “spiegazione” del panino medesimo si debba ricorrere a una parola abbastanza, desueta per il target cui ci si rivolge, come “connubio”.
Nasce il sospetto che i maghi del marketing della multinazionale si siano fatti influenzare dall’arcano linguaggio ministeriale... Che dal connubio dei due partner sia nato il McLinguaggio?

Si chiede la ragione per la quale il Ministero delle Politich... on Twitpic

Già se li vede certi adolescenti italiani a chiedersi che è... on Twitpic
 
Di Danilo Ruocco (del 31/01/2010 @ 10:03:05, in Blog, linkato 33 volte)












Oggi è il compleanno di mia madre. Le ho regalato un profumo. Non ne parlerei qui se non fossi stato colpito dalla confezione creata dalla ditta di cosmetici californiana per “impacchettare” la boccetta di profumo.

Di solito le confezioni di profumo si scartano e si gettano. Di solito si fa così con quasi tutte le confezioni, a meno di non essere un collezionista o di non riciclare la scatola come contenitore di altro materiale.
La confezione di questo profumo (“decorata” sia all’esterno, sia all’interno), invece, è pensata per essere tenuta, custodita assieme alla boccetta. Ne è parte integrante e non solo custodia. Essa, infatti, assieme alla fragranza, aiuta la consumatrice a evocare una storia, in quanto le “offre” un contesto. Nel caso specifico, il contesto è quello delle dive del cinema: i profumi creati per questa “linea”, infatti, sono tre e rimandano, anche nel loro nome (Lee Lee, Sophia e Gilda), al mondo delle dive del cinema.
In parole povere, il racconto che la casa di cosmetici evoca nelle consumatrici è chiaro: questo è il profumo e l’ambiente di una diva; tu sei immersa in questo ambiente; tu sei una diva.
Ho regalato a mia madre una vita da diva del cinema!
 
Di Danilo Ruocco (del 17/01/2010 @ 11:08:48, in Biblioteca, linkato 69 volte)
Twitter è il luogo in cui si comunica a botta di messaggi non superiori a 140 caratteri.
Molti non lo amano proprio per la brevità che impone. Altri lo amano proprio per questo.
Tanti non vedono l’utilità di usare il microblogging, altri lo usano e basta, senza chiedersi a cosa realmente possa essere utile.
A cosa sia utile Twitter lo decide solo chi Twitter usa. Ogni utente - si può quasi dire senza tema di smentita - fa storia a sé, pur entrando in una enorme community di users.
La nota semplicità di Twitter che consiste non solo nella brevità dei messaggi da postare, ma nel fatto che tutto ruoti attorno a un’unica domanda (“Che c’è di nuovo?”), può trarre in inganno sulle molteplici possibilità che il microblogging creato tramite la piattaforma apre e offre. Esse, infatti, sono tali e tante che per gestirle al meglio la piattaforma Twitter da sola non basta. A venire in soccorso degli utenti ci sono le applicazioni di terze parti, ognuna delle quali si occupa di allargare e monitorare uno o più servizi e opzioni di Twitter.
Di applicazioni ne esistono davvero tantissime e delle più svariate, usabili sia scaricandole sul proprio computer, sia direttamente tramite il browser, sia con il cellulare.
A dare una panoramica di quello che è possibile ottenere e fare da e con Twitter e le varie applicazioni terze ci pensa un libretto di 144 pagine scritto da Federico Guerrini per la collana “I grandi libri di PCWorld” titolato assai correttamente Alla scoperta di Twitter (acquistabile in edicola).
Il libro è agile e approfondito e spiega in modo chiaro non solo la piattaforma “madre”, ma anche le varie applicazioni terze (loro utilizzo e finalità). Spiega anche come integrare il proprio “cinguettio” con gli altri social network come Facebook, FriendFeed e LinkedIn o come integrarlo con il proprio account GMail.
Un volumetto che vale la pena di essere letto anche dagli utenti “base” di Twitter, al fine di rendersi conto delle possibilità cui si può accedere e, magari, decidere di variare e/o integrare l’utilizzo che fin qui si è fatto del microblogging.
 
Di Danilo Ruocco (del 15/01/2010 @ 16:33:04, in Biblioteca, linkato 41 volte)

In questi tempi di boom dei social network e di crisi economica la possibilità di poter trovare lavoro proprio tramite i social network si fa allettante.

Eugenio Spagnuolo ha scritto un agile volumetto che, in modo significativo, ha titolato Come trovo subito il lavoro che voglio con Facebook e C.

Il libro fa parte delle “easy guide” di Jack e lo si acquista in edicola.

Nella guida l’Autore spiega quali siano i social network utili per la ricerca di un nuovo impiego e come sfruttare alla bisogna anche i social che, di solito, si usano per altri fini. Ecco, quindi, spiegati LinkeInd, Xing e Viadeo, ma anche gli strumenti ad hoc pensati da Facebook e Twitter o come usare YouTube per il proprio video-curriculum, nonché, tra l’altro, come creare un proprio biglietto da visita social.

Il libro è di piacevole lettura e sembra pensato soprattutto per quanti non sono esperti di social network. A costoro Spagnuolo spiega passo passo come registrarsi ai vari servizi e quali siano i vantaggi offerti da ogni social, non trascurando di dare utili (per quanto, a volte, ovvi) consigli.

Il volume si fa meno interessante per quanti già navigano con disinvoltura tra i vari social, anche se qualche dritta può essere utile anche per tali lettori.

Peccato, però, che, al di là della descrizione dei vari servizi e di come vi si accede, nella guida manchi un vademecum approfondito di come si costruisce un curriculum 2.0 davvero accattivante o, meglio, di come fare per poter mettere bene in rilievo le proprie competenze e qualità, al di là del mero elenco delle esperienze professionali.

Ad ogni modo, resta un libro che vale la pena di leggere.

 

 
Di Danilo Ruocco (del 19/12/2009 @ 13:27:41, in Blog, linkato 127 volte)

Cosa è successo e chi era l’attore porno Andrew Grande, in arte Dustin Michaels, lo si può leggere su TV Blog.it.

Mi chiedo (e me lo sono sempre chiesto) se è lecito mostrare in TV un uomo mentre muore. Inutile nascondersi che un programma TV che riprende situazioni “a rischio” in qualche modo va a caccia della morte in TV.

Quanto rende in termini di audience la morte in diretta TV?

 

Il filmato è solo per i non facilmente impressionabili.


 
Di Danilo Ruocco (del 17/12/2009 @ 11:02:31, in Blog, linkato 106 volte)

Cielo è la nuova televisione in chiaro del gruppo Sky che si può vedere sia sul digitale terrestre, sia su satellite.

Doveva partire il 1° dicembre, ma per motivi burocratici è partita il 16.

Il 16 alle 19 in punto sono iniziate le trasmissioni con l’edizione del telegiornale di Sky TG24.

Dopo il TG hanno trasmesso il primo episodio di una vecchia serie TV: Jarod il Camaleonte e, in seguito, la replica di The Beach con Leonardo Di Caprio.

Una partenza che potrebbe far pensare a Cielo come a un canale in cui saranno trasmesse prevalentemente repliche. Eppure, la presentazione del palinsesto trasmessa dall’emittente in queste ore promette la messa in onda di serie TV mai apparse in televisione e di nuovi programmi.

Perché, allora, iniziare con un’edizione di TG e far seguire delle repliche di programmi e film già visti?

Le risposte possono essere molteplici. La scelta, pare evidente, è stata sicuramente ragionata e non lasciata al caso.

Si prova a dare qualche risposta frutto di mere ipotesi.

Sicuramente il TG di Sky ha dato un senso di familiarità agli spettatori dei canali Sky, mentre per coloro che non avevano mai visto il telegiornale diretto da Emilio Carelli, l’impatto – si crede – deve essere stato assai positivo, essendo tale TG davvero ben fatto.

Stessa sensazione di familiarità per la serie TV e il film con Di Caprio.

Altra risposta: forse non si è voluto “bruciare” qualche novità proprio il giorno della partenza che – dati i rinvii iniziali – è stata un po’ a sorpresa e può aver fatto perdere qualche spettatore non bene informato.

Infine, forse non si è partiti con un galà perché il clima di questi giorni non induce a festeggiamenti…

Ad ogni modo, a chi scrive, Cielo ha fatto una buona impressione. Ma pare, comunque, troppo presto per dare un giudizio, seppur sommario.

 
Di Danilo Ruocco (del 07/12/2009 @ 11:53:20, in Blog, linkato 132 volte)
In Italia c’è un grande tabù mediatico: il preservativo.

Negli spot contro l’AIDS (quelle rare volte che vengono realizzati), manca l’invito a usare il preservativo. Si dice di tutto, ma non che l’unico modo per evitare la trasmissione del virus tramite rapporti sessuali (sia etero, sia omosessuali) è l’uso del profilattico.

Uso del profilatticoOvviamente, sarebbe il caso, non solo di invitare all’uso del condom, ma anche di specificare che l’uso corretto è di srotolarlo sul pene prima della penetrazione (vaginale e/o anale): non si rischi, infatti, di mandare messaggi incompleti!

Nel tabu mediatico è incappato anche il regista Ferzan Özpetek che, invitato dal Ministero della Salute, ha girato uno spot, protagonista Valerio Mastandrea, nel quale sembra che per combattere l’AIDS basti fare il test, quando, invece, il test dell’HIV serve solo a determinare se si è o meno infetti!

Un’altra occasione mancata…
 
Lo spot di Özpetek
 

 
Di Danilo Ruocco (del 30/11/2009 @ 18:23:16, in Blog, linkato 104 volte)
Questo post potrebbe essere visibile solo a chi ha attivo un account Google Wave e si tratta di un esperimento.
 
 
Di Danilo Ruocco (del 16/11/2009 @ 10:43:59, in Blog, linkato 134 volte)
In questi giorni il controverso Ministero delle Pari Opportunità della ministro Mara Carfagna ha licenziato uno spot contro l’omofobia.
Lo spot o è un autogoal di proporzioni bibliche, oppure è subdolo in quanto, con la scusa di lottare contro l’omofobia (che altro non è che paura della diversità), in realtà la sobilla e/o rinforza.
Infatti, lo slogan dello spot è a dir poco omofobo: esso invita a “Non essere tu quello diverso”. Davvero raccapricciante pensare che si invita a non essere diversi, mentre si dovrebbe combattere coloro che la diversità temono e aggrediscono!
Ora, conoscendo la nota capacità comunicativa del Governo cui la Ministro appartiene, nasce il sospetto che questo spot sia un chiaro esempio di comunicazione subdola: fingendo di combattere un grave atto di discriminazione (l’omofobia), in realtà tale discriminazione rinforza, invitando i cittadini all’omologazione che rifiuta la diversità.
Inoltre, a livello di immagini, si abbina il concetto di diversità sessuale a quello di emergenza: lo spot, infatti, è ambientato in un Pronto Soccorso. Una location davvero inquietante. Perché non scegliere un luogo meno ansiogeno e più quotidiano? Perché non dare della diversità un’immagine serena?
Le risposte sono dolorosamente chiare...

 
Di Danilo Ruocco (del 02/11/2009 @ 12:24:25, in Blog, linkato 144 volte)
Da indiscrezioni parrebbe che il 27 novembre p.v. il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama dovrebbe convocare una conferenza stampa il cui oggetto dovrebbero essere gli alieni.

Ovviamente si ignora cosa verrà detto in quella sede (ammesso la conferenza stampa abbia davvero tale tema).

Ammesso che la comunicazione preveda che il Presidente sveli l’esistenza degli alieni e la loro presenza sul nostro pianeta, mi sono chiesto, da comunicatore, come potrebbe essere dato l’annuncio.

Si dovrebbe, innanzitutto, fare in modo di non scatenare il panico (ammesso sia il caso di non farsi prendere dal panico). Per far ciò, oltre a non usare toni allarmistici (sempre che sia il caso di non allarmarsi), bisognerebbe essere il più precisi possibile e informare il mondo:

-      sul tipo di alieno che si manifesterà (specie, provenienza, gusti alimentari…)

-      sulle sue intenzioni (pacifiche o belligeranti)

-      sul modo usato per comunicare

-      sulle conoscenze tecnologiche a disposizione (sia nostre e, possibilmente, sia loro).

Informare, infine, se si sa già cosa bisogna fare e se ci sono stati accordi con gli altri Grandi della Terra o con gli Alieni stessi.

Inoltre, sarebbe il caso che il Presidente dicesse anche da quando, lui o chi per lui, è in possesso delle notizie che dà.

Tutto questo, ovviamente, ammesso che il Presidente debba comunicare la presenza aliena.

In caso, invece, debba svelare che gli alieni sono l’invenzione del controspionaggio americano (o di altro Paese), anche in questo caso deve essere il più circostanziato possibile e rispondere a tutte le domande che gli verranno poste.

Ma staremo a vedere cosa succederà il 27 novembre 2009.

 
Di Danilo Ruocco (del 21/10/2009 @ 21:55:38, in Comunicato stampa, linkato 102 volte)
Pubblicato per la prima volta nel 1998 dalle Edizioni dell’Ariete di Siracusa, il romanzo Lavapiubianco opera prima di Danilo Ruocco, grazie anche alle lusinghiere recensioni ottenute dalla stampa nazionale, era andato presto esaurito.

Da oggi Lavapiubianco torna in commercio grazie alla pubblicazione on demand: il lettore potrà farsene stampare una copia direttamente dall’editore Lulu.com o, se preferisce, scaricare immediatamente il file per la lettura tramite PC.

Lavapiubianco è acquistabile sia dal sito dello scrittore Danilo Ruocco, sia da quello dell’editore Lulu.com.

Il comunicato stampa completo

 


 
Di Danilo Ruocco (del 16/10/2009 @ 16:12:09, in Blog, linkato 125 volte)

Durante uno de suoi ultimi comizi, il Presidente del Consiglio, a proposito del giudice Raimondo Mesiano (noto per aver condannato Mediaset a pagare 750 milioni di Euro a favore di Carlo De Benedetti come risarcimento danni) aveva detto che su tale persona se ne sarebbero sentite delle belle. La frase non era sfuggita a vari commentatori che hanno parlato di intimidazione.

I mezzi di comunicazione di Silvio Berlusconi si sono subito dati da fare e hanno confezionato articoli e servizi TV. In quello trasmesso da Mattino Cinque si definiscono “stranezze” le fumate e le passeggiate per Milano del giudice che è stato spiato dalle telecamere di Canale 5 durante, appunto, una passeggiata nel fine settimana.

Il commento che verrebbe spontaneo è definire questo tipo di giornalismo ciarpame.

Del caso ne parlano Antonio SofiRepubblicaCorriere della Sera

 

 
Di Danilo Ruocco (del 03/10/2009 @ 22:07:39, in Blog, linkato 129 volte)

Anche a Bergamo, come a Roma e in altre città italiane, oggi si è manifestato a favore della libertà di stampa. Hanno parlato Roberto Bruni (ex Sindaco della città lombarda) e Giorgio Fornoni, giornalista e autore di diverse inchieste per “Report”.

Spiace segnalare che alla manifestazione bergamasca si sono visti pochi giornalisti...

Va detto, invece, che tanti erano i cittadini comuni, oltre che i politici locali.

 

Ho intervistato Giorgio Fornoni a proposito della libertà di stampa. Ecco il video.

 
Di Danilo Ruocco (del 06/09/2009 @ 21:07:22, in Blog, linkato 812 volte)

Fabrizio Corona in VideocracyErik Gandini (Bergamo 1967) ha realizzato un documentario sul potere in Italia, partendo dal fatto che nel nostro Paese – contrariamente a quanto avviene in consolidate democrazie – il potere politico e quello mediatico coincidono nella persona del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il titolo del documentario (presentato alla Mostra del Cinema di Venezia) è, significativamente, Videocracy (neologismo dal significato facilmente intuibile).

Il film di Gandini parte con immagini televisive di 30 anni fa nelle quali si vede uno dei primi programmi delle TV commerciali: si tratta di un quiz in cui il pubblico può partecipare telefonando da casa. Ad ogni risposta esatta, corrisponde uno spogliarello fatto da casalinghe disinibite. La voce fuori campo spiega che quella era una TV del Presidente (Berlusconi, nel documentario, viene sempre chiamato “il Presidente”).

Dallo spogliarello casereccio e improvvisato alla scorpacciata quotidiana di tette e di culi trasmessa dalle TV del Presidente il salto è breve, ma, soprattutto, la “filosofia” è la stessa: dare agli italiani tante tette e tanti culi per evitare che pensino a ciò che succede nella vita reale, per poterli, in tal modo, governare più tranquillamente. Dare agli italiani, attraverso il mix di tette e culi, luci, lustrini e sorrisi trasmessi dalla TV, la sensazione che il mondo (l'Italia in particolare) sia meraviglioso così come appare in televisione.

Nessun stupore, quindi, se il padrone delle TV commerciali sia anche il Presidente del Consiglio e neppure che questi abbia chiamato al Ministero delle pari opportunità una showgirl: l'ex velina Mara Carfagna.

Il risultato di tale strategia è sintetizzato da due dati riportati nei titoli di cosa del documentario nei quali emerge come l'Italia, nelle classifiche mondiali, si piazzi in posizioni preoccupanti sia per quanto riguarda la libertà di informazione (71° posto per Freedom House 2009), sia per quanto riguarda le pari opportunità (67° posto per il World Economic Forum).

I meccanismi che regolano questa videocrazia – nella quale l'80% dei cittadini usa la televisione per informarsi e, dunque, per diventare popolari basta apparire – sono assai bene spiegati dal mussoliniano agente televisivo Lele Mora (molto amico del Presidente) e dall'eroe negativo Fabrizio Corona (molto amico di Lele Mora), sfrontato al punto da reggere un prolungato nudo frontale girato, prima, mentre si doccia e si depila e, poi, mentre si cosparge il corpo di crema. Alla loro voce si affianca quella di Ricky, un ragazzo come tanti che sogna la celebrità e che non esita a dichiarare che, se gli si proponesse di girare un film da protagonista, sarebbe anche disposto ad andare a letto con gli uomini che hanno in mano le chiavi del potere.

In Italia si può accettare qualsiasi compromesso pur di andare in TV...

 
Di Danilo Ruocco (del 06/09/2009 @ 10:37:02, in Blog, linkato 287 volte)
I giornali abbondano di pubblicità di pantaloni creati da famose case di moda. Di solito tali spot sono realizzati facendo indossare i pantaloni al modello figo di turno che poserà in atteggiamenti di volta in volta sensuali, volitivi, energici… a seconda di cosa lo stilista vuole trasmettere e al target al quale vuole rivolgersi.

Sul numero 8/9 2009 di “Style” (ora in edicola) compare quella che – a mio avviso – è la più bella reclame di pantaloni che abbia mai visto. Si tratta della pubblicità dei calzoni realizzati da Betwoin (www.betwoin.it).

Incuriosito dalla bellezza dello spot, sono andato a visitare il loro sito e ho trovato altre immagini molto curate e creative.

Non intendendomi in alcun modo di abbigliamento, non ho idea se il prodotto sia comodo e innovativo così come descritto dal sito, so solo che lo spot è davvero fenomenale perché riesce a unire fantasia e tecnologia in una sola immagine. La campagna pubblicitaria è firmata da SmartComunicazione (www.smartcomunicazione.it). 


 

SpazioComunicazione: uno spazio per riflettere, condividere, discutere attorno al tema della Comunicazione.

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Narratore, saggista e giornalista
Danilo Ruocco è nato
nel 1969 a Bergamo.
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Danilo Ruocco
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